a

Nell’ultimo quadriennio è prevalso il mito secondo cui la maggioranza di governo avrebbe monopolizzato mamma Rai. Tant’è che i soliti criticoni hanno ripetuto, in ogni spazio possibile, l’espressione “TeleMeloni”. Non ci sarebbe, d’altronde, nulla di sorprendente, considerando che, sin dai tempi del dualismo tra Dc e Pci, nella tv di Stato prevale il manuale del compianto Cencelli.

La gravità, in questa estate bollente, però, è un’altra e non riguarda Rai 1, Rai 2 e Rai 3, storicamente divise in base all’emiciclo di Montecitorio, bensì la settima rete. A La7, l’emittente di proprietà di Urbano Cairo, è in corso una vera e propria occupazione. E in questo caso non parliamo della solita querelle tra destra e sinistra, ma di accessi quasi illimitati da parte dell’ex premier Conte. Il Movimento starebbe sfruttando la strana disponibilità dell’imprenditore di Alessandria per piazzare i “suoi” in ogni fascia in cui può esserci un “picco” di share. I faccioni di Gubitosa, Ricciardi, Licheri e Baldini, in certi ambienti, sono più diffusi del caffè pomeridiano o del dolce prima di coricarsi.

Il tutto, tra l’altro, non a discapito delle forze di governo, ma soprattutto del Pd. Trovare i fedelissimi della segretaria sulle poltrone di Formigli o Parenzo, da qualche mese a questa parte, è rarità. A denunciarlo non i vari sovranisti e patrioti, ma gli stessi big del Nazareno, ormai invitati sempre meno nelle trasmissioni più viste dagli appassionati di confronti. Basta, d’altronde, scorrere le bacheche social dei vari Furfaro, Taruffi o Bonafoni per notare come il cerchio magico della segretaria sia sempre più lontano da certe telecamere. La stessa Schlein non sembra essere tanto gradita come ai tempi delle primarie. La sua ultima apparizione risale al 27 luglio.