A lungo sulla sempre più piccola striscia di sabbia è stato concesso di fermarsi con ombrelloni e asciugamani. Ma la tolleranza è finita, anche dopo le proteste dei balneari: perché sono dovuti intervenire i vigili urbani

A Eraclea, in provincia di Venezia, i cartelli sono ben visibili e vietano da tempo di piantare l’ombrellone a ridosso del bagnasciuga. Per chi da sempre frequenta quel tratto di costa, però, era diventata prassi fermarsi comunque lì. Per lo più sarebbe gente del posto, che arriva al massimo dai paesi vicini, non insomma turisti paganti. I bagnanti, tra famiglie e qualche anziano, da sempre occupano la piccola striscia di sabbia che resta libera tra gli stabilimenti alle spalle, il passaggio pedonale pavimentato e l’erosione naturale del mare che riduce di continuo lo spazio in cui potersi godere un po’ di brezza del mare senza dover pagare qualcuno. Magari con un po’ di ombra. La tolleranza però è finita, come racconta Il Messaggero, dopo la protesta dei balneari e l’intervento della Polizia locale.

Perché la battigia libera è anche una questione di sicurezza

Il problema non è solo di decoro o di concorrenza con gli stabilimenti. Per legge, cinque metri di battigia devono restare sgombri, per permettere in caso di emergenza il passaggio delle forze dell’ordine o dei bagnini di salvataggio. È successo pochi giorni fa, quando per soccorrere un turista colto da malore i bagnini hanno dovuto fare uno slalom tra gli ombrelloni piantati sulla battigia. L’unica soluzione tollerata resta segnare il posto con un asciugamano, più facile da spostare in fretta.