L’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara parteciperà al progetto di ricerca “Rare-Lu”, finanziato dall’agenzia italiana del farmaco (aifa) nell’ambito del bando ricerca indipendente sulle malattie rare 2025. Lo studio, coordinato dall’Irst “Dino Amadori” di Meldola, coinvolge cinque centri dell’Emilia-Romagna e l’istituto nazionale dei tumori di Milano con l’obiettivo di valutare una nuova strategia terapeutica basata su un radiofarmaco per il trattamento di alcune neoplasie neuroendocrine rare e aggressive, per le quali le opzioni terapeutiche disponibili sono ancora limitate.

Per Ferrara il progetto rappresenta un importante riconoscimento dell’esperienza maturata dall’Unità Operativa Complessa di Medicina Nucleare, diretta dal dottor Mirco Bartolomei, che prenderà parte alla rete regionale impegnata nella sperimentazione clinica. Rare-Lu si propone di verificare l’efficacia di un trattamento innovativo basato sulla terapia radiorecettoriale, una tecnica di medicina nucleare che utilizza un radiofarmaco capace di legarsi in modo selettivo alle cellule tumorali, concentrando la radiazione sulle cellule malate e limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti.

Lo studio riguarderà pazienti affetti da feocromocitomi e paragangliomi metastatici e da tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici ben differenziati di alto grado (G3), patologie rare per le quali non esiste ancora uno standard terapeutico pienamente condiviso.