A forza di vederlo portare energia e spunti di dibattito negli studi di Sky Sport, ci si è quasi dimenticati di quanto fosse forte al centro della difesa. Alessandro Costacurta, per tutti Billy, si appresta ormai ad avvicinarsi, per anni di militanza nella pay tv, alle stagioni trascorse nel suo amato Milan (sta per iniziare il diciannovesimo anno). “C’è tanta energia nella redazione di Sky, giovani ambiziosi e curiosi che permettono quella che è una crescita continua, costante: quando ho accettato, nel 2008, non avevo dubbi sul fatto che potessi rimanere a lungo, anche se non pensavo così tanto: vuol dire che mi sono proprio affezionato alle persone”, ci racconta alla vigilia dell’inizio della stagione calcistica e televisiva.Qualche ex compagno le ha mai detto: “Forse questa cosa sarebbe stato meglio non dirla?”“No, mai. Non sono mai categorico, il mio compito in studio è quello di fornire delle opzioni, degli spunti di riflessione a chi guarda, creare dei dubbi. Credo di non oltrepassare mai il limite perché è una cosa che non mi è mai piaciuta: ho subito certe cose e so che possono ferire. Cerco di stimolare il dibattito: voglio essere puntuale, deciso, ma mai categorico. Faccio un esempio: quando mi si chiedeva se Leao potesse essere un giocatore da Pallone d’Oro, rispondevo che avendo giocato con dei Palloni d’Oro, sapendo bene cosa facevano, non vedevo in lui quel livello”.Visto che ha citato Leao, partiamo dal Milan per fare le carte al campionato?“Chiaramente è presto per sbilanciarsi, preferisco parlare sempre a mercato chiuso. Mi piace la scelta di Amorim, un allenatore energico, che ha delle idee e nella sua strategia vuole creare gioco. Penso che sia chiara a tutti la differenza fra una squadra che crea le condizioni per far sbagliare l’avversario e una che aspetta l’errore dell’avversario. Ho l’impressione che Amorim voglia creare le condizioni per far sbagliare l’avversario: se aggredisco alto lo faccio perché voglio riconquistare palla vicino alla porta e posso subito colpire per fare gol. Questa è una cosa che a me piace”Si aspettava che Allegri potesse subito tornare in sella?“Credo che sia un allenatore che il più delle volte riesce a trasmettere le sue idee alla squadra che allena. Se vedo le ultime sei, sette, dieci partite del Milan dello scorso anno non do la colpa ad Allegri: a volte si sopravvaluta la figura dell’allenatore, sono i giocatori che vanno in campo, non sono dei bambini a cui devi insegnare qualsiasi cosa. Se andiamo a valutare quello che serve in un determinato periodo a una squadra, come poteva essere il Milan dello scorso anno, probabilmente Allegri non è stato la scelta giusta. Ma in altre situazioni credo che possa essere veramente l’allenatore ideale”.C’è un giocatore, tra quelli arrivati dall’estero, che la incuriosisce particolarmente?“Gonçalo Ramos. L’ho sempre ritenuto un buon giocatore, non straordinario, e sono curioso di vederlo in Italia perché c’è anche il fattore di quanto è stato pagato che incide: aumenta il mio interesse sul modo in cui performerà. Credo che i colpi migliori debbano ancora arrivare. Non sono innamorato di Stones come difensore, ma credo che nel campionato italiano possa veramente fare bene perché se è vero che in Inghilterra adesso andavano un po’ troppo forte per lui, in Italia può rappresentare ancora una scelta importante”.Che campionato sarà al vertice?“Ci sono tante squadre che si devono perfezionare. Vale anche per l’Inter, che deve ancora scegliere qualche rinforzo per riuscire a fare meglio in Europa. La Juventus non penso abbia fatto l’acquisto decisivo per cambiare la stagione, mi aspetto almeno un colpo che possa essere determinante. Sono curioso di vedere anche cosa farà la Roma, leggo tanti nomi interessanti, penso di avere gusti molto vicini a quelli di Gasperini soprattutto per gli esterni alti”.E il Como? Il doppio impegno inciderà?“Per un giocatore può essere entusiasmante, ti porti dietro un’energia positiva bellissima. È chiaro che ci saranno partite, magari più in campionato rispetto alla Champions, in cui non riusciranno a esprimere un gioco piacevole come quello che abbiamo visto finora. La Champions ti ruba energie, mi ricordo che nell’anno della nostra prima Coppa dei Campioni, ed eravamo un po’ più forti di questo Como, facemmo comunque fatica a mantenere il livello sulle due competizioni, ed era un’Europa diversa da questa. Il primo anno può essere difficile, soprattutto quando sei giovane. E sono molto curioso di vedere Liberali, ne sono stato sempre un ammiratore e ho pregato che potesse andare da un allenatore come Fabregas”.Non possiamo non parlare di quanto successo tra Paolo Maldini e la Figc: si aspettava un epilogo del genere?“Non pensavo che la Figc potesse convincere Paolo e penso che lui abbia spiegato molto bene ciò che lo ha attratto: un amore incondizionato per la Nazionale. La Federazione è una cosa molto diversa dal club, ci sono passato, so che ci sono troppi interessi divergenti, non tutte le componenti spingono verso la direzione che una persona vorrebbe. La Serie A vuole una cosa, la Serie B vuole una cosa, i dilettanti vogliono una cosa: mettere tutti d’accordo è quasi impossibile. Non sono rimasto sorpreso: conosco l’intransigenza di Paolo, la sua determinazione, anche quando è stato convinto ad andare ho pensato che avrebbe avuto tante difficoltà”.Ci lascia con una fotografia di Franco Baresi?“Come ha detto anche Paolo, soprattutto all’inizio, Franco è stato l’uomo che riusciva a salvarci dalle situazioni difficili. Mi viene da dire che se non fosse stato per la mia squalifica in finale di Coppa del Mondo, per quell’ammonizione contro Stoichkov con la Bulgaria, probabilmente non avrebbe fatto quella che secondo me è stata la più grande partita che un difensore abbia mai fatto nella storia del calcio. Franco era uno che parlava poco in campo: è vero, ogni tanto si incazzava, ma non ha mai detto cose che non avrebbe dovuto dire. È stato quasi banale nella sua ferocia, nella sua etica del lavoro, nella determinazione con cui si allenava. Quella ferocia con cui rubava palla e andava verso la porta avversaria è stata epica. Quello era il suo messaggio alla squadra”.
Il campionato secondo Billy Costacurta. Intervista
Amorim, Maldini e il ricordo di Baresi: “E' stato l’uomo che riusciva a salvarci dalle situazioni difficili. La sua ferocia epica”. Colloquio con l'ex difensore del Milan






