HomeBolognaCronaca"Il Pronto soccorso di Bazzano mi ha salvato"Ristoratore punto da uno sciame di calabroni nel suo terreno: "Faticavo a respirare e mi si è appannata la vista. Per fortuna non ero solo"Nella foto di archivio, l’ingresso di un paziente in un pronto soccorsoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Senza il personale del Pronto soccorso di Bazzano non sarei qui a raccontare quel che mi è successo". Attaccato da uno sciame di calabroni e portato a un passo dallo choc anafilattico, poi salvato per il rotto della cuffia dai medici. È accaduto a un noto ristoratore della Valsamoggia, che tre settimane fa se l’è vista brutta e ora, negli occhi e nel cuore quei momenti disperati in cui si è sentito mancare, ricostruisce un episodio "che è da ricondurre alla natura e al fatto che a volte si ribella contro l’uomo". Lo fa mantenendo l’anonimato: "Non voglio farmi pubblicità, né allontanare visitatori e clienti. Purtroppo, come per le api e le vespe, succede ovunque. Il mio intento è invitare a stare attenti, possibilmente a girare sempre accompagnati, in campagna, e ad affidarsi immediatamente, per quanto possibile, alle cure dei medici".
Lo scorso 24 luglio l’uomo, che ha superato i 70 e si occupa dell’azienda agricola e agrituristica di famiglia, stava facendo nel tardo pomeriggio un giro nella tenuta con un familiare: "Ecco, per fortuna non ero solo – ricorda –. Ho aperto la porta di un deposito per attrezzi e ho notato un nido enorme, grosso come un pallone da calcio, su una struttura all’interno del magazzino". Un attimo, ed ecco l’attacco: "Solo contro di me perché ero entrato solo io. Alcuni calabroni si sono staccati dal nido e mi hanno punto. Io non avevo fatto niente. Purtroppo imenotteri come questi a luglio sono soliti fare il nido. Penso che sia capitato a tanti, in agricoltura, di trovarne". Punto in più zone del corpo, in particolare alla testa e a una spalla, l’imprenditore ha subito vacillato: "Chi era con me si è accorto della gravità della situazione: faticavo a respirare e mi si è appannata la vista. Mi ha caricato in macchina e siamo volati a Bazzano. Quando siamo arrivati lì avevo praticamente perso i sensi. Mi hanno assegnato il codice rosso e ricoverato immediatamente. Mi hanno curato tempestivamente e perfettamente, e dopo qualche giorno sono uscito. Me la sono vista brutta".








