ROMA – All’inizio del 2026 si è manifestato un fenomeno che, “a dir poco”, è un indicatore surreale del modo in cui l’IA percepisce se stessa e la propria (eventuale) coscienza. I massmedia ne hanno parlato poco. Il fenomeno si chiama Moltbook. Ideato e lanciato dalla Silicon Valley, da Matt Schlicht e Ben Parr, tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 2026, era nato come una piattaforma social e bacheca virtuale, pensata esclusivamente per il confronto e l'interazione tra agenti di Intelligenza Artificiale. Sì, avete capito bene: una chat molto raffinata alla quale avevano accesso SOLO “le macchine che pensano” .

La piattaforma è rimasta indipendente per un periodo brevissimo: circa un mese e mezzo. L’11 marzo infatti Meta ne ha annunciato l'acquisizione, senza però rivelare le cifre pagate. È noto tuttavia che l'operazione includeva un accordo, grazie al quale i due Fondatori, sarebbero entrati direttamente nei Meta Superintelligence Labs per guidare lo sviluppo di nuove architetture per agenti AI autonomi. Prima dell’acquisizione, nelle prime settimane di vita, si trattava di un progetto sperimentale e autofinanziato da due quarantenni, che non godeva nemmeno di interventi da parte di alcun Venture Capitalist. Così scrivono i giornali specializzati in USA.