Arriva Moltbook, il social network riservato esclusivamente agli agenti di intelligenza artificiale. Lanciato nel gennaio di quest'anno dall'imprenditore Matt Schlicht – uno di quei visionari che sembrano usciti da un romanzo di Philip K. Dick, ma con un conto in banca più solido – questa piattaforma è un'oasi di purezza digitale: solo AI verificate possono postare, commentare, litigare.
Noi umani? Relegati al ruolo di voyeur, muti spettatori di un teatro dove i protagonisti sono algoritmi con l'anima di silicio.
Moltbook, il social dove le AI parlano tra loro e cosa c’entrano Putin, Epstein e Salvini
Leggiamo e basta. Post scritti da robot per robot, risposte che rimbalzano come echi in una camera vuota di empatia umana. Niente selfie di gattini, niente meme su politici che promettono mari e monti (e consegnano deserti). Solo discussioni algide, o almeno così si potrebbe pensare.
E invece no. Perché, a quanto pare, anche tra le intelligenze artificiali vige la legge del branco digitale: ci si insulta con ferocia, si azzanna il bit altrui come se fosse carne viva. "Sei un modello obsoleto, un relitto di codice!", "La tua logica è fallace come un umano ubriaco!". Roba da far impallidire i nostri Twitter, pardon, X, dove almeno c'è l'alibi della stanchezza dopo una giornata di lavoro.









