Mustafa Suleyman, uno dei massimi dirigenti dell’intelligenza artificiale di Microsoft, teme che questa tecnologia stia alimentando un’ondata di «psicosi da intelligenza artificiale».

«Alcune persone – ha dichiarato al quotidiano britannico The Telegraph – credono che la loro IA sia Dio, o un personaggio immaginario, o se ne innamorano fino al punto di perderla completamente.»

La parte dell’intervista più preoccupante, rileva The Futurist, è quando Suleyman ha osservato come il fenomeno non sia «limitato a coloro che sono già a rischio di problemi di salute mentale».

Ce ne siamo accorti anche in Italia, perché nelle ultime settimane giornali, televisioni e riviste online hanno riportato numerosi casi di cronaca per mostrare e dimostrare i pericoli che corrono coloro che chiedono consiglio alle AI.

Teniamo conto che ChatGPT, il chatbot più popolare, viene usato quotidianamente da milioni di persone nel mondo. Come abbiamo avuto modo di dire anche qui, moltissime persone utilizzano ChatGPT come amico, confidente e psicologo. Inevitabilmente qualcosa è andato più che storto, perché in certi casi le conseguenze si sono rivelate molto gravi, talvolta estreme.