Bisogna spostare l’attenzione dalla “mera gestione dei flussi” alla tutela dei diritti umani, partendo dai più vulnerabili: i bambini e gli adolescenti migranti. Mentre l’Europa torna a chiudere frontiere, sospendere Schengen e discutere su come rimandare degli esseri umani da un Paese all’altro, il Pontefice è intervenuto per chiedere un “cambio di prospettiva” rispetto alle politiche migratorie: al centro di ogni azione ci deve essere il “superiore interesse del minore” e la “protezione e la dignità di ogni singolo bambino e adolescente”. Un messaggio che Papa Leone ha deciso di pubblicare in vista della 112esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che ricorrerà il prossimo 27 settembre e avrà per tema “Anche uno solo di questi bambini”, dal Vangelo di Matteo.
Ciò comporta, avverte il Pontefice, l’adozione di efficaci strumenti legali che promuovano “i ricongiungimenti familiari e scongiurando i traumi della separazione. È urgente un cambio di prospettiva – prosegue il Papa -. Occorre spostare l’asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani”. Papa Leone, di cui è nota la grande attenzione al dramma umano dei migranti, come attestano anche le sue recenti visite alle Canarie e a Lampedusa, ricorda che “i minori sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali” e che “ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie. E purtroppo il loro numero continua ad aumentare”.










