Il percorso della legge era cominciato nell'autunno del 2025, quando la deputata macronista Laure Miller, relatrice di una commissione d'inchiesta sugli effetti psicologici di TikTok sui minori, aveva presentato una proposta destinata, nelle intenzioni originarie, a spingersi anche oltre: un vero e proprio coprifuoco digitale per gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni, con restrizioni all'uso notturno delle piattaforme. Il testo era stato ridimensionato nel corso dei mesi, fino ad arrivare a un divieto generale per gli under 15 con alcune eccezioni per i servizi educativi o scientifici. E il 21 luglio era stato approvato in via definitiva dall'Assemblea Nazionale con 279 voti favorevoli contro 81. La Francia avrebbe dovuto diventare così il primo grande Paese europeo a introdurre una misura di questo tipo, dopo l'esperienza dell'Australia con gli under 16. Ora Macron ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di riscrivere il testo tenendo conto dei rilievi dei giudici, con l'obiettivo di arrivare a una nuova versione della legge entro la primavera del 2027 (la stessa stagione in cui la Francia tornerà alle urne per le presidenziali). Il divieto di usare i cellulari nei licei, contenuto nella stessa legge, non è stato invece toccato dalla sentenza. Sempre oggi, 14 agosto, il Consiglio costituzionale ha dato il via libera integrale alla legge sul suicidio assistito, che porterà la Francia a entrare nel ristretto gruppo di Paesi (tra cui Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Canada e Uruguay) che riconoscono questo diritto ai malati incurabili.