Caricamento player
La Corte Costituzionale francese ha dichiarato l’incostituzionalità della legge che puntava a vietare l’accesso ad alcuni social media a chi ha meno di 15 anni. La legge era stata approvata a luglio dal parlamento dopo un percorso molto travagliato, e sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° settembre.
Secondo la Corte la legge costituisce «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione. La legge era stata fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha già incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di lavorare a una nuova bozza della misura che tenga conto delle criticità segnalate dalla Corte, e di farlo «nel minor tempo possibile».
Secondo la Corte la formulazione attuale della legge è troppo lasca, perché finirebbe per essere applicata anche a servizi online per i quali non sono stati accertati effettivi rischi per la salute e per la sicurezza dei minori. La Corte ha anche rilevato che la legge lasciava pochissimo margine di intervento ai genitori, che non avrebbero potuto autorizzare l’accesso dei figli a determinati servizi anche qualora li avessero ritenuti opportuni e sicuri. E ha citato anche un problema relativo alla privacy.










