Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono un ragazzo gay cisgender di ventisei anni. Ho conosciuto il mio ragazzo, un gay cisgender di ventotto anni, in un bar vero e proprio e non su un’app – come se fossimo nel 1978 o giù di lì – quindi non abbiamo parlato dei nostri interessi sessuali prima di incontrarci. Siamo andati a letto quella stessa sera e le cose sono diventate serie piuttosto in fretta. Era il primo ragazzo che incontravo da molto tempo che fosse davvero single (avevo ventiquattro anni e avevo già smesso di uscire con uomini sposati) ed era davvero preso da me. Ecco perché ho esitato a parlargli dei miei kink_. Non volevo rovinare tutto._

Dopo sei mesi ho messo in tavola le mie carte kinky_, come mi consiglia il mio guru del sesso gay: mi piace il bondage, da quello leggero a quello spinto, e ogni tanto ho assolutamente bisogno di essere legato (”ogni tanto” significa una volta alla settimana). Sapevo che mi piaceva essere legato prima ancora di sapere di essere gay. Purtroppo, il mio ragazzo non ha feticci, ma ha detto di essere aperto ai miei. Le prime volte sono state fantastiche – prima di allora non ero mai stato legato da qualcuno di cui ero innamorato! – ma ora succede solo se lo supplico. Peggio ancora, lo fa come un compito da sbrigare. Una volta mentre mi masturbava stava scorrendo il telefono, e ho dovuto chiedergli di metterlo giù. Un’altra volta mi ha legato, mi ha guardato e mi ha detto: “Adesso sei contento?”, in tono davvero sarcastico._