Io e mio marito ci siamo sposati nel 1992. Avevamo una trentina d’anni e tutti e due in precedenza avevamo avuto partner dell’altro sesso. Anche se la sua eterosessualità era stata messa in discussione durante il percorso di discernimento vocazionale per l’ordinazione ecclesiastica, lui ha sempre sostenuto con fermezza di non essere gay. Abbiamo avuto rapporti sessuali per sette anni, non spesso e non particolarmente piacevoli per me. Poi, circa 25 anni fa, mi disse che mi avrebbe risparmiato ulteriori richieste di sesso, e da allora ci siamo limitati a coccole e abbraccci. Per me non è stato un problema, perché in realtà non ho mai apprezzato molto il sesso. Da anni mi chiedo se è bisessuale e se il nostro è un “matrimonio lavanda”. Come potrei affrontare l’argomento dopo tutto questo tempo?–Lettera firmata Per più di vent’anni, tu e tuo marito siete riusciti a portare avanti un matrimonio in cui il sesso – e perfino le conversazioni sul sesso – sono passati in secondo piano. In questo modo avete raggiunto una sorta di tacito accordo: il sesso semplicemente non è centrale nella vostra relazione, ed entrambi avete accettato questa situazione.
Proprio per questo, vale la pena di chiedersi cosa ci guadagnereste a tornare oggi sulla questione del suo orientamento sessuale. Scoprire che è bisessuale non spiegherebbe perché non ti desidera, ti lascerebbe più o meno al punto di partenza. Quanto al cosiddetto “matrimonio lavanda” – una relazione intrapresa, consapevolmente o meno, per fare da copertura all’orientamento sessuale di uno dei partner (o di entrambi) – il vostro non sembra tanto un matrimonio costruito su un segreto, quanto un’unione che, gradualmente e di comune accordo, si è trasformata in un rapporto basato sull’affetto e la condivisione, in cui il sesso ha semplicemente perso importanza per entrambi.






