Non migliora la situazione in Sicilia, in particolare nella zona dell’Etna ancora in eruzione. È stata prolungata, infatti, la sospensione delle attività all’aeroporto di Catania, con i voli fermi fino (almeno) a Ferragosto. Lo stop, quindi, è stato allungato. Come chiarito dalla Sac, la società che gestisce lo scalo, restano invece operative le piste di Comiso. La stessa Sac ha esortato “i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”.
Ma i problemi riguardano anche coloro che si trovano nella zona, per le limitazioni alle escursioni alle pendici del vulcano, in attività. A creare più problemi, anche in questo caso, è la cenere. Se per gli aerei i rischi sono legati alla possibilità che entri nei motori, per i turisti le precauzioni riguardano possibili effetti sulla salute.Gli effetti sui motori degli aerei
Nel caso degli aerei, infatti, va specificato che le criticità sono dovute alla composizione della cenere, che non è come quella dei camini: è costituita, invece, da frammenti minuscoli di roccia, minerali e anche vetro vulcanico, in particelle così piccole da rimanere sospese in aria, anche a distanze consistenti rispetto alle bocche del vulcano. I granelli sono duri e taglienti, paragonabili alla carta vetrata: quando un motore di un aereo, a reazione, è in funzione, aspira enormi quantità d’aria e, con essa, potrebbero entrare i frammenti che così possono raggiungere i motori. A temperature elevate (maggiori del punto di fusione del vetro contenuto nella cenere) si sciolgono e, una volta raffreddati, si possono incollare al motore, che a sua volta perde spinta o potrebbe persino spegnersi.Gli effetti sulla salute










