Gli italiani si troveranno con bollette della luce particolarmente alte, nei prossimi mesi. Il consumo elettrico è cresciuto anche a causa delle temperature record, che negli ultimi anni hanno spinto la diffusione dei condizionatori d’aria in molte case. È utile ricordare, però, che non tutti i condizionatori sono uguali. I modelli più vecchi, così come la mancanza di manutenzione, possono farsi sentire in bolletta.
L'estate del 2026 è stata segnata da numerose ondate di calore, l'ennesimo sintomo del surriscaldamento globale causato dall'essere umano. Tra le conseguenze più immediate che ricadranno sulle famiglie già nei prossimi mesi c'è un balzo delle bollette della luce. I motivi sono tanti: il costo dell'energia elettrica è aumentato e in Italia ne abbiamo usata una quantità record; chi ha un condizionatore d'aria – ed è una parte sempre più ampia della popolazione italiana – lo ha dovuto tenere acceso più a lungo del solito; e non tutti i condizionatori hanno lo stesso peso sulla fattura della luce. Molto dipende dalla classe energetica, dal modello (con inverter o on-off), così come dalla manutenzione e dall'isolamento della casa.
Il caldo spinge consumi record di elettricità a luglio Negli scorsi giorni Terna, la società partecipata italiana che si occupa di trasmissione dell'energia elettrica, ha fatto sapere che nel mese di luglio 2026 la domanda di elettricità è stata la più alta mai registrata, a 32,5 TWh. Un aumento dell'8,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il picco c'è stato il 15 luglio, con 58 GW. È vero che questo non dipende solo dal caldo ma anche, ad esempio, da quanti apparecchi elettrici ci sono, quanti impianti elettrici (che quindi possono utilizzare fonti rinnovabili) sostituiscono altri alimentati magari a gas, e così via. Terna ha calcolato che, al netto della temperatura, la domanda di elettricità è comunque cresciuta del 5,1%. Ma l'effetto del caldo record rimane.













