Cresciuta sui sentieri di montagna, a 13 anni Marta scrive all’Eco di Bergamo per protestare contro un progetto di comprensorio
sciistico. Ora che di anni ne …
Prima le stelle cadenti di San Lorenzo, poi l’eclissi solare del 12 agosto: in questi giorni molti di noi sono probabilmente tornati ad alzare gli occhi al cielo e a meravigliarsi di quello che abbiamo sopra le nostre teste e di cui, per gran parte dell’anno, ci dimentichiamo. L’eclissi è ormai passata, ma le notti di agosto continuano a offrire l’occasione per osservare le Perseidi, lo sciame meteorico delle cosiddette stelle cadenti di San Lorenzo. E per farlo non servono telescopi o strumenti particolari: lo spiega Davide Dal Prato, direttore del Parco Astronomico La Torre del Sole di Brembate di Sopra. «Quello che si vede è così veloce e subitaneo che non si ha il tempo di puntare nulla: bisogna solo usare gli occhi, ritrovare il rapporto antico con il cielo che da generazioni abbiamo perso». Per farlo, però, bisogna prima di tutto recuperare il buio. «La gente passa ore con il cellulare acceso e così si rovina l’adattamento degli occhi al buio. Dobbiamo dare il tempo alla pupilla di dilatarsi e diventare più sensibile». Il problema è che, anche una volta adattata la visione al buio, bisogna trovarsi in un punto in cui si ha la possibilità di vederlo, il cielo. E questa possibilità, soprattutto in territori densamente abitati, si sta restringendo. Come testimonia Dal Prato, «negli ultimi anni il problema si è acuito in modo notevole. Come Torre del Sole siamo andati spesso al Passo del Pertüs o ai Piani dell’Avaro per cercare posti bui, e bui lo erano davvero fino a cinque o sei anni fa. Oggi il cielo non è più buio: è marroncino e luminoso ». È il fenomeno dell’inquinamento luminoso, ovvero la dispersione nell’ambiente della luce artificiale. Una parte di quella luce viene riflessa dalle superfici urbane e dagli edifici, un’altra si disperde verso l’alto e viene diffusa dall’atmosfera: il risultato è quel chiarore che impedisce al cielo notturno di diventare davvero nero.















