«Porterò ai principali attori del conflitto mediorientale il messaggio di pace della “Carta di Leuca”». Lo ha promesso ieri pomeriggio il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei latini di Gerusalemme, ospite del meeting internazionale che da quindici anni vede riunirsi nella «Perla dei due mari» centinaia di giovani provenienti dalle diverse sponde del Mediterraneo e non solo (quest’anno ci sono anche tre palestinesi e due ciprioti).

Il porporato si è soffermato sull’impegno dei cristiani in Terra Santa che va al di là delle contrapposizioni politiche, sottolineando come le normali attività quotidiane vengono svolte tra mille difficoltà.

La «Gazzetta» gli ha rivolto una specifica domanda sulla possibilità di consegnare il testo del messaggio di pace, che verrà firmato questa mattina dai ragazzi all’incrocio tra i mari Adriatico e Jonio, direttamente nelle mani dei tre attori politici mediorientali, i rappresentanti di Hamas, l’Autorità nazionale palestinese e il Governo israeliano.

«Tecnicamente si può fare - ha assicurato Pizzaballa - basta tradurre il testo nelle loro rispettive lingue e attivarsi per consegnarlo. Noi in quel territorio non siamo partner di nessuna parte politica, né palestinese né israeliana - ha aggiunto - parliamo con la voce della Chiesa che ha a cuore entrambi i popoli».