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Redazione Economia

L’intervista della presidente del Consiglio a Mf: «L’Italia è più forte di prima nonostante il disastro Superbonus, un fardello da 40 miliardi l’anno che l’anno prossimo non ci sarà più»

Per mitigare il caro energia «cercheremo di utilizzare al meglio le risorse aggiuntive ora disponibili: parliamo di 14 miliardi di euro in più nel prossimo biennio», dopo che l’Ue ha aperto alla flessibilità di bilancio anche per il tema energetico. Sul risiko bancario, «manteniamo una chiara neutralità, ma ci auguriamo che Mps non venga smembrata», confidando in un assetto finale, con Intesa Sanpaolo e Unicredit protagoniste, che sostenga l’economia nazionale. E sulla crescita economica, «i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti», ma «un altro elemento confortante è l’incremento del potere d’acquisto degli italiani, con un pil pro capite aumentato rispetto al 2022 di 4.500 euro». Sono tanti i temi economici toccati dalla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata a MF-Milano Finanza.

I risultati rivendicati negli anni di governoLa premier parla sì del futuro, ma guarda anche indietro ai quattro anni di governo trascorsi. E rivendica che «quando ci siamo insediati i titoli di Stato erano a un passo dall’essere declassati a livello "spazzatura" e lo spread era a 240 punti, tre volte più alto dei valori attuali. Oggi il quadro è molto diverso». Non si risparmia anche dallo scoccare un dardo nei confronti del governo composto da M5S e Pd, che approvò il Superbonus: «finiremo di pagarlo solo nel 2027 e alla fine ci costerà la bellezza di 174 miliardi, quattro volte in più di quanto preventivato - dice Meloni a MF -. Dal prossimo anno non avremo più questo pesantissimo fardello sulle spalle, quasi 40 miliardi all’anno». Malgrado cio, prosegue la presidente del Consiglio, uscire dalla procedura d’infrazione Ue è un obiettivo alla portata: «Quando questo governo si è insediato il rapporto deficit/pil era all’8,1%. Oggi quel rapporto è sceso al 3,1%, quindi ben cinque punti in meno».