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Giorgia Meloni ha segnato sulla sua agenda due obiettivi importanti, uno politico e un altro personale. Il primo è quello di guidare il governo più longevo della Repubblica, traguardo che taglierà il 3 settembre prossimo, il secondo è di raggiungere i primi 100 giorni senza fumare. Quest'ultimo l'ha centrato e quando la si incontra non pare cercare con lo sguardo da qualche parte un pacchetto di bionde. Smettere il vizio del fumo ha a che fare con la forza di volontà e il presidente del Consiglio, in questa intervista esclusiva concessa a MF-Milano Finanza prima della pausa di Ferragosto, sembra averne ancora e non solo per le prossime elezioni.
Prima delle urne ci sono parecchi obiettivi da raggiungere: innanzitutto, risolvere il problema migratorio scoppiato con la crisi di Ceuta perché «la priorità dell'Europa è proteggere le frontiere esterne dall'immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen»; mantenere una chiara neutralità nel risiko bancario, dove si augura però che «Mps non venga smembrata» e un assetto finale, con Intesa Sanpaolo e Unicredit protagoniste, che sostenga l'economia nazionale; accompagnare il sistema industriale con interventi sull'energia «grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto e a cui nessuno credeva» e sulla Zes, che si avvicinerà molto a quanto «chiede Confindustria»; incrementare il potere d'acquisto degli italiani, partendo da un pil pro capite «aumentato rispetto al 2022 di 4.500 euro». Insomma, il Paese va, secondo la premier, ma c'è spazio per fare meglio.












