Nomi pesanti tra gli elementi in uscita decisi dall’allenatore: il francese con Tomori, Fofana e OdoguRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl rumore delle pale di elicottero risuonerà più sinistro su Milanello d’ora in poi. Dallo sbarco entusiasta d’un tempo, a cesoia, teste che cadono. "Sei fuori". Quello di Gerry Cardinale, sul Milan, è stato un raid, cadenzato dalle note della Cavalcata delle Valchirie in Apocalypse Now. Ma nel calcio le tempistiche contano. Il padrone arriva, decide, esattamente come quando a perdere lo scranno furono Furlani, Allegri, Moncada e Tare, in tutt’altro che casuale ordine di valenza. Seguirono giorni di interregno post-rivoluzionario, ancora non superato; oggi, con Nkunku, Tomori, Fofana e Odogu, ci sono anche le scadenze del mercato.
Il decisionismo americano viaggia per conto suo, chi dovrà ricostruire sulle ceneri ha il cronometro in mano, con tre reparti da ridefinire senza dimenticare il “caso” Maignan e la prima giornata di campionato che incombe. Atterrato qualche minuto dopo le 13, Cardinale ha pranzato con Ruben Amorim e fatto il punto con la dirigenza. Un faccia a faccia necessario per definire esigenze e strategie nelle ultime due settimane e mezzo di mercato. Il tecnico, pur mantenendo pubblicamente un profilo aziendalista, ha manifestato richieste precise. Prima di acquistare, tuttavia, bisognerà cedere: proprio ciò che nessuno è riuscito a fare sino a oggi. Ed è qui che emergono le maggiori difficoltà.











