Mezzo Milan è in vendita. La tournée senza vittorie dei rossoneri aveva fatto scattare i primi campanelli d'allarme nella testa di Ruben Amorim che nel summit avvenuto a Milanello con il proprietario Gerry Cardinale, arrivato in elicottero come nel giorno del raduno, ha fatto ben presente le proprie considerazioni dopo un mese di lavoro: pochi gli incedibili, tanti fuori dal progetto tecnico.

Ma finché non saranno piazzati gli esuberi, sarà difficile operare in entrata. Insomma, a 10 giorni dall'inizio della Serie A e a 18 dalla fine della sessione di calciomercato, la situazione del Milan è in alto mare. Gli acquisti di Gonçalo Ramos, Mario Gila (già infortunato) e Sankhoun Diawara non sono sufficienti per le ambizioni dichiaratamente da scudetto dell'allenatore. Il portoghese, da buon 'giochista', vorrebbe in rosa calciatori più di tecnica che di gamba. Tra i bocciati più inaspettati ci sono Fikayo Tomori, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku e Santi Gimenez. Vendere questo poker garantirebbe risorse importanti (un centinaio di milioni circa) da investire per giocatori più funzionali allo stile di gioco di Amorim: il tecnico finora si è dovuto accontentare di una rosa ereditata dal passato ma su cui vuole plasmare il proprio credo. "Sarà la settimana delle decisioni", aveva promesso il portoghese dopo la dura sconfitta con il Chelsea. Dalle parole ai fatti, con richieste chiare e precise a proprietà e dirigenza. Le cessioni restano un nodo cruciale.