Un servizio di Report del 2016, su un’ipotetica truffa legata ai «diamanti d’investimento» venduti attraverso gli sportelli bancari, scatenò un putiferio mediatico senza portare però ad alcuna condanna definitiva. E mostrando il singolare tifo di soggetti privati e addetti ai lavori, non del tutto estranei alla vicenda. A non reggere l’impatto dell’inchiesta fu un indagato, poi completamente assolto: l’ad di Intermarket diamond business, Giacobazzi.
Questa storia inizia poco prima che Sigfrido Ranucci diventasse il conduttore del noto programma. Il 20 luglio 2016, Report annuncia che sta realizzando un’inchiesta, che uscirà a ottobre, su una presunta truffa di «diamanti da investimento» venduti attraverso gli sportelli bancari a un prezzo molto più alto rispetto a quello di mercato. Teoricamente si tratta di uno scoop incredibile. Uno scoop che però assume tratti inquietanti.
Il 1° luglio, infatti, Federpreziosi (ovvero la Federazione gioiellieri-orafi) aveva lanciato sui propri social una campagna intitolata «Per avere le idee chiare sui diamanti», con depliant per chiedere informazioni al gioielliere di fiducia. Ma è solo l’inizio: tra il 22 e il 27 luglio, commissiona un’indagine nazionale sul mercato dei diamanti (banche comprese). Il 4 settembre, poi, alla fiera VicenzaOro, organizza una tavola rotonda intitolata «Trasparente come un diamante – fascino e business».








