Il rapporto preliminare dell’Ntsb, l’ente investigativo americano, sta facendo luce su cosa è successo sul Boeing 737 di Ryanair in viaggio il 10 luglio 2026 nei cieli della Grecia. Sarebbe stata decisiva un’avaria al motore destro. Una delle grandi pale collocate nella parte anteriore del propulsore si è spezzata, con ogni probabilità per una parziale usura del metallo. I frammenti avrebbero colpito la fusoliera, distrutto il finestrino provocando la decompressione della cabina e al risucchio parziale di un passeggero. ll documento, di 13 pagine, riguarda il volo FR1879 da Salonicco a Memmingen, in Germania. L’aereo, operato da Malta Air (controllata di Ryanair), aveva 155 persone a bordo ed è rientrato alcuni minuti dopo nello scalo ellenico. Primi problemi sarebbero comparsi durante la corsa del decollo Secondo la ricostruzione dei dati di volo e delle scatole nere, i problemi sono iniziati mentre il velivolo saliva verso i 16mila piedi nei pressi di Polykastro, a pochi chilometri dal confine con la Macedonia del Nord. I sensori del propulsore CFM56-7B26 (joint venture Cfm International tra GE Aerospace e Safran) hanno registrato un primo forte picco di vibrazioni già durante la corsa di decollo, scrivono gli esperti dell’Ntsb. Con l’aumento della potenza la situazione si è aggravata dopo pochi minuti: un forte boato ha preceduto il disinnesto dell’autopilota e l’allarme di altitudine in cabina. Una delle pale (la numero 10) si è spezzata alla radice a causa di un fenomeno di rottura per «fatica ad alta ampiezza». Frattura da fatica Secondo i primi accertamenti, la pala numero 10 si sarebbe spezzata alla radice per una frattura da “fatica” del metallo. Una fatica “ad alta ampiezza”. Il termine non indica una usura superficiale ma descrive una crepa che può svilupparsi quando un componente subisce ripetute e forti sollecitazioni. I detriti scagliati ad altissima velocità hanno lacerato la copertura esterna del motore, hanno penetrato la fusoliera inferiore e hanno distrutto completamente il finestrino in corrispondenza del sedile 11F. La perdita improvvisa di pressione ha trascinato il passeggero verso l’apertura. A salvarlo sono state la cintura di sicurezza e la reazione della moglie e delle persone vicine. Nella sfortuna, la fortuna che ci fosse un medico a bordo, per una prima assistenza. L’uomo ha riportato lesioni al collo e alle spalle, oltre a ustioni provocate dall’attrito dell’aria. I piloti hanno interrotto la salita, sono scesi a circa 1.800 metri e hanno riportato il Boeing a Salonicco. Prima dell’atterraggio, l’aereo ha volato per una trentina di minuti a bassa quota per consumare parte del carburante e ridurre il peso (come da protocollo). Ora l’attenzione si concentra sui controlli La pala spezzata è stata esaminata con gli ultrasuoni il 24 maggio 2026, appena 253 cicli di volo prima dell’incidente. Un ciclo comprende un decollo e un atterraggio. Un altro controllo è stato eseguito nel novembre 2025. In entrambi i casi non erano emerse anomalie. Gli investigatori hanno trovato anche resti di uccelli nel motore. Stanno inoltre esaminando quattro precedenti segnalazioni di possibili bird strike, gli impatti tra un velivolo e uno o più volatili, registrate sullo stesso propulsore nei dodici mesi precedenti. Uno di questi episodi potrebbe avere danneggiato la pala? Da capire se uno di questi episodi abbia danneggiato la pala, se la frattura si sia sviluppata autonomamente, se più fattori abbiano contribuito al cedimento. Per giungere a una conclusione, i resti dei volatili trovati nel motore sono stati inviati al “Feather Identification Lab” dello Smithsonian Institution, laboratorio specializzato nell’identificazione delle specie di uccelli attraverso piume e frammenti organici. Saranno loro a capire quale volatile abbia colpito l’aereo (se grande come un gabbiano o piccolo) valutando l’eventuale legame con il cedimento della pala.