Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
La Procura generale di Catanzaro insiste per ottenere la condanna dei nove “colletti bianchi” che il 14 maggio 2025 sono stati scagionati al termine del processo di primo grado, svoltosi col rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta “Glicine-Acheronte” della Direzione distrettuale antimafia sulla cosca Megna di Papanice (Crotone) e sui presunti affari illeciti di professionisti e pubblici amministratori.
La sostituta procuratrice generale, Alba Maria Sammartino, s’è infatti rivolta alla Cassazione per chiedere l’annullamento dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello di Catanzaro che, il 23 luglio scorso, ha dichiarato inammissibili i due ricorsi presentati dalla Procura antimafia: da un lato quello avanzato contro le assoluzioni degli stessi nove “colletti bianchi” decise dalla giudice delle udienze preliminari distrettuale, Sara Merlini; e dall’altro l’istanza promossa alla Suprema Corte (successivamente convertita in appello) per incassare il riconoscimento dell’aggravante armata in merito al reato di associazione mafiosa per cui sono stati condannati, nel medesimo giudizio di rito abbreviato, gli altri otto imputati ritenuti appartenenti al clan dei “papaniciari”.






