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Fabrizio Caccia

Ranucci a Rocca Massima. Il legale: è nella tempesta, la sua famiglia fa quadrato

In questi giorni di veleni e sofferenze, per cercare finalmente un po’ di quiete, Sigfrido Ranucci è tornato a Rocca Massima, il paese di nonno Sigfrido e dei suoi genitori, dove tutto iniziò. «Da quando avevo due mesi qui ho passato lunghi periodi dell’estate e della mia infanzia. Ho conosciuto gli amori, le amicizie, il senso e l’importanza della solidarietà. Qui ho conosciuto e ho imparato ad apprezzare gli odori della natura, a osservare le stelle nella volta celeste che domina senza inquinamento luminoso. Rocca Massima è il centro della mia anima, dove mi rifugio sempre per staccare dagli attacchi e dalle polemiche».

C’è la scorta davanti casa sua, a scoraggiare qualunque idea di avvicinarsi e suonare il campanello per chiedergli un’intervista. Del resto il suo avvocato, Roberto De Vita, è stato chiaro: «Ho domandato ma preferisce di no, c’è stato un abuso di virgolettati ultimamente».