di Andrea Muzzolonvenerdì 14 agosto 20264' di letturaChe fatica la vita da Ranucci. Non dev’essere facile vivere ogni giorno sentendosi sulle spalle l’eredità di Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lui, Sigfrido, unico custode del giornalismo d’inchiesta; la «voce che spaventa». Da solo (insieme a tutta la sinistra italiana) contro tutti. Addirittura contro anche il suo amico Valter Lavitola, che ha confessato essere il mandante dell’attentato costruito ad hoc per aumentare la popolarità del conduttore.Che fatica la vita da Ranucci. Lui che grazie a Report ha potuto dar visibilità a tutte le sue tesi più disparate. Ovviamente a senso unico. Di querele, come lui stesso ha più volte confessato, ne ha ricevute a bizzeffe. E, per la legge dei grandi numeri, prima o poi si finisce davanti al giudice. Tra decine di processi mai partiti, in un caso il giornalista è stato citato a giudizio. È successo dopo la denuncia di Isabella Rauti, senatrice di Fratelli d’Italia, difesa dall’avvocato Giuseppe Valentino. Il modus operandi di Report è noto e la teoria del complotto cavalcata nel servizio del 2022 sulla strage di Bologna non fa eccezione.Ranucci, il video che imbarazza toghe e Anm: un minuto di applausi"Ci ha raggiunti Sigfrido Ranucci". Così è iniziata l'assemblea generale dell'Anm all...In quel frangente, il dito venne puntato contro Pino Rauti, storico dirigente del Movimento Sociale Italiano, nonché padre della parlamentare di Fdi.