Cosa resterà, non di questi anni Ottanta, ma del Ferragosto 2025, quando in una Prato svuotata della sua gente e schiantata dal sole, il governo fece sentire da vicino, vicinissimo, la sua presenza scegliendo di organizzare in città il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza? Resterà sicuramente la volontà, lo sforzo (anche simbolico) di dare attenzione a una provincia ostaggio di una presenza criminale sempre più diffusa e ramificata. Fu un Ferragosto a suo modo storico, quello, con lo Stato, rappresentato in primis dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che si spostò ‘fisicamente’ a Prato. Con lui i vertici nazionali delle forze dell’ordine riuniti nella città che negli ultimi mesi aveva vissuto una escalation criminale preoccupante, legata in particolare alla mafia cinese certificata dal procuratore capo Luca Tescaroli. Un annus horribilis, per la città, travolta anche dalla vicenda Bugetti, l’ex sindaca finita indagata nell’inchiesta della Dda di Firenze.

L’incontro di Piantedosi con il Cosp nazionale durò circa tre ore. Tra le indicazioni principali emerse per la nostra provincia: una seconda compagnia dei carabinieri, con la trasformazione dell’attuale tenenza dell’Arma a Montemurlo, e la promessa di un rafforzamento delle strutture operative e investigative, a partire da quelle della Questura. "Questo è l’impegno, impegno preso già venendo qui, segno tangibile dell’interesse al territorio", aveva detto il ministro.