"Ancora comitati per l’ordine e la sicurezza inconcludenti: sono solo operazioni di facciata senza alcun risultato tangibile. Il Consiglio comunale ha detto no al presidio a Lido tre Archi della polizia Locale. Gli agenti sono pochi e in questi dieci anni l’Amministrazione comunale ha pensato ad altro". Durissima la nota diffusa da Confabitare Fermo a seguito dell’ultimo consiglio comunale, dopo il rifiuto da parte della maggioranza della proposta, a firma Pd, di riattivare il presidio di polizia locale in zona Tre Archi. Amare le supposizioni sul motivo del rifiuto: "Perché a qualcuno fa comodo che in qualche modo il marcio sia confinato a Lido tre Archi", scrive Renzo Paccapelo nel comunicato, "i nomadi nonostante le ordinanze e le promesse del fresco sindaco sono ancora nel quartiere, lo spaccio è più fiorente che mai, le occupazioni non sono state debellate del tutto, e le costose telecamere a cosa servono?". Oltre a denunciare il mancato intervento delle istituzioni per risolvere problemi di criminalità che da anni attanagliano il quartiere, l’associazione pone lo sguardo anche sul degrado "delle infrastrutture fatiscenti o inesistenti". E poi chiosa: "Non resta che confidare in un interessamento del Ministro dell’Interno". Cosa in effetti avvenuta a stretto giro: "Da Fermo a Roma – scrive Paccapelo in una pec a Palazzo Chigi e al Viminale – trovate il tempo anche per pensare a noi".
Lido Tre Archi, l’ira di Paccapelo per il presidio negato
"Ancora comitati per l’ordine e la sicurezza inconcludenti: sono solo operazioni di facciata senza alcun risultato tangibile. Il Consiglio comunale...






