HomeRiminiCronacaUna legge nel nome di Mattia: "Grazie al sacrificio di mio figlio salveremo la vita di altri ragazzi"Dopo l’uccisione del 14enne il Parlamento turco inasprisce le pene per i minorenni. Il padre Andrea: "Continuiamo a lavorare sull’educazione per evitare altre tragedie". .Lo chef Andrea Minguzzi insieme al figlio, Mattia Ahmet, assassinato in Turchia nel gennaio del 2025Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna legge nel nome di Mattia. A un anno e mezzo dall’aggressione costata la vita al 14enne Mattia Ahmet Minguzzi, la battaglia portata avanti dalla sua famiglia è arrivata fino al Parlamento di Ankara. La Grande Assemblea Nazionale turca ha approvato la riforma sulla giustizia minorile che in Turchia è ormai conosciuta come "Legge Minguzzi". Una stretta che alza le pene per i reati più gravi commessi dai minorenni, cambia le regole sulla detenzione, mette un freno alla vendita di coltelli e altri oggetti pericolosi agli under 18 e introduce nuove responsabilità per genitori e adulti.

Mattia era il figlio di Andrea Minguzzi, chef originario di Misano, e della violoncellista turca Yasemin Akincilar. Aveva appena 14 anni e una grande passione per lo skateboard. Il 24 gennaio 2025 Mattia si trovava in un mercato di Istanbul. Lì venne aggredito da ragazzi che non conosceva. Fu accoltellato davanti a decine di persone, in un attacco ripreso anche dalle telecamere di videosorveglianza. Morì in seguito alle gravissime ferite riportate. Un delitto che ha scosso profondamente la Turchia e acceso i riflettori sul tema della violenza tra giovanissimi e sulle pene previste per chi commette reati gravissimi prima dei 18 anni. Da quel momento Andrea Minguzzi e Yasemin Akincilar non hanno mai smesso di chiedere giustizia per il figlio, trasformando il loro dolore anche in una battaglia pubblica per cambiare le regole. Per l’omicidio, i due quindicenni indicati come esecutori materiali sono stati condannati a 24 anni di carcere per omicidio premeditato. Altri due giovanissimi, accusati di favoreggiamento, sono stati invece assolti. La sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello, ma i familiari di Mattia hanno già annunciato di voler andare avanti fino all’ultimo grado di giudizio. Ora quella battaglia ha prodotto anche un risultato sul piano legislativo.