Rimini, 14 agosto 2026 – Una legge nel nome di Mattia, perché la sua morte non resti soltanto una tragedia. A un anno e mezzo dall’aggressione costata la vita a Mattia Ahmet Minguzzi, il 14enne figlio dello chef Andrea Minguzzi e della violoncellista turca Yasemin Akincilar, la battaglia portata avanti dalla famiglia ha raggiunto il Parlamento di Ankara. La Turchia ha approvato una riforma della giustizia minorile che nel Paese è ormai conosciuta come “Legge Minguzzi”: pene più dure per i reati più gravi commessi dai minorenni, nuove regole sulla detenzione e una stretta sulla vendita di coltelli e oggetti pericolosi agli under 18. Un cambiamento nato sull’onda dell’enorme emozione provocata dall’omicidio di Mattia, accoltellato a 14 anni in un mercato di Istanbul. Per quel fatto due 15enni, indicati come gli esecutori materiali, sono stati condannati a 24 anni di carcere per omicidio premeditato.

Andrea Minguzzi è il padre di Mattia. Da anni conduce con la moglie la battaglia per inasprire le pene per i minori responsabili di reati gravi.

Minguzzi era questo il risultato che attendevate?

“Sì, come famiglia siamo soddisfatti. È un passo avanti importante e, per noi, ha anche un significato simbolico: significa sapere che la morte di Mattia non è rimasta soltanto una tragedia privata, ma ha costretto una società intera a interrogarsi e, infine, lo Stato a cambiare qualcosa. Quando nel 2025 siamo stati ricevuti dal presidente della Repubblica, mi era stato dato un impegno preciso: che questa tragedia non sarebbe stata dimenticata e che si sarebbe lavorato per intervenire sulla legge. Da allora abbiamo custodito quella promessa con speranza.