"I dati della Cisl Scuola Emilia Centrale confermano che il tetto del 30% di alunni con cittadinanza non italiana voluto dal ministro Valditara rischia di creare più problemi di quanti ne risolva". Lo dichiara Elena Carletti, consigliere regionale e presidente Commissione cultura e pari opportunità dell’Emilia-Romagna. "Dei 12.003 studenti con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole reggiane – dichiara la Carletti – ben 8.020, oltre due terzi, sono nati in Italia. Sono studenti che parlano italiano, vivono nei nostri Comuni, frequentano le nostre scuole e fanno parte a tutti gli effetti delle nostre comunità. Eppure, per il solo fatto di non avere la cittadinanza italiana, vengono conteggiati allo stesso modo di chi è arrivato da poco nel nostro Paese".

Il rischio, secondo la consigliera regionale, sarebbe evidente nei territori dove è più elevata la presenza di minori stranieri, molti dei quali nati in Italia. "Penso in particolare a Novellara – aggiunge la Carletti – dove la quota di alunni con cittadinanza non italiana arriva al 39,4%. Applicare qui il criterio del 30% significa rischiare di spostare bambini da una scuola all’altra, ridisegnare i bacini di utenza e costringere le famiglie a cercare soluzioni altrove. Ma soprattutto significa trattare come un problema la composizione sociale di una comunità, che invece la scuola dovrebbe saper accompagnare e valorizzare". E conclude: "La scuola non può diventare il luogo in cui si spostano le persone per far quadrare una percentuale".