Alunni stranieri, a reggio il tetto del 30% diventa un gioco di prestigio. È questa la sintesi della Cisl, dopo l’analisi dei dati. La linea rilanciata dal ministro Giuseppe Valditara è chiara: nelle singole classi gli alunni con cittadinanza non italiana non dovrebbero superare, di norma, il 30% degli iscritti. Dove la soglia viene superata, le scuole devono distribuire le iscrizioni tra classi e istituti, salvo deroghe motivate. L’obiettivo è evitare concentrazioni che possano ostacolare l’inclusione.

A Reggio, però, la regola si scontra con concentrazioni ormai strutturali. "È qui che una regola apparentemente semplice rischia di trasformarsi in un gioco di prestigio: per rispettare una percentuale si finisce per dover spostare iscrizioni, ridisegnare bacini e, nei casi estremi, chiedere a bambini e famiglie di cercare posto altrove", osserva Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale, segnalando che, dove interi istituti e comuni sono già oltre soglia, spesso non esistono abbastanza classi sotto il 30% nelle quali redistribuire gli studenti.

Nel 2024/25 a Reggio Emilia erano in deroga 623 sezioni e classi statali su 2.951: il 21,1%, più di una su cinque, contro il 18,3% dell’anno precedente. Prova lampante di un trend in costante crescita. All’infanzia erano il 37,5%, alla primaria il 28,5%, alle medie il 20,2%, alle superiori l’11,4%.