Ha avuto la sfortuna di nascere maschio. Non era previsto e non era auspicabile. Chi ha un piccolo allevamento amatoriale di asini sa benissimo che quando nasce un maschio non è un dono divino, ma una rogna di cui liberarsi, e per di più il prima possibile.

Era un asino senza nome. Nato da mamma Margherita dopo ben quattordici mesi di amorevole accudimento, di passeggiate lente al sole siciliano, di tanto fieno e altrettante carote e mele.

Mamma Margherita era l’asina più grande dell’allevamento.

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Era stata la capostipite, e da allora era sempre stata gravida. Produceva tanto latte che veniva venduto, e sfornava tanti piccoli, meravigliosi, puledri.