Non erano asinelli, ma numeri di un lotto in un’asta giudiziaria, senza nome e senza voce. Il loro destino sembrava già deciso, lontano da occhi e coscienze. Poi un appello sui social e una scelta coraggiosa hanno cambiato tutto.
A te che sparavi i botti di Capodanno, perché la tua gioia folle deve essere il terrore per gli animali che amo?
Una storia che nasce per caso
Tutto comincia quasi per caso, a metà novembre, con un post comparso su un gruppo Facebook locale. Un messaggio essenziale, ma carico di urgenza: sei asinelli, provenienti da un’azienda agricola del Suzzarese (Lombardia), erano stati messi all’asta dal tribunale. Animali non macellabili per il consumo umano, ma comunque esposti a un rischio concreto: essere acquistati per finire trasformati in carne destinata all’alimentazione animale.
Un destino silenzioso, che difficilmente fa notizia. Ma questa volta qualcuno ha letto, qualcuno ha condiviso, qualcuno ha deciso di non voltarsi dall’altra parte. È così che l’Enpa di Reggio Emilia è entrata in scena.






