Ci sono storie che non chiedono attenzione, la pretendono. Parlano di corpi piccoli consumati dal tempo e dall’indifferenza, di esistenze rimaste ai margini così a lungo da diventare invisibili. Due cani, due femmine di Carlino, hanno vissuto così: presenti, ma come se non fossero mai esistite davvero, tenute in vita solo per sfornare cuccioli da vendere al migliore offerente in tutta Europa.

Non un rifugio, ma una prigione

Per anni Gica e Radmila hanno conosciuto solo la prigionia della riproduzione forzata in un magazzino di Belgrado, in Serbia. Non un luogo di passaggio, non una sistemazione temporanea, ma l’unico orizzonte possibile. Nessuna passeggiata, nessun sole sul muso, nessun gioco per queste due “fattrici”. Solo pareti sporche, aria stantia e il tempo scandito dalle cucciolate, una dopo l’altra. Una condizione che equivale a una deprivazione totale: il corpo sopravvive, la mente si spegne.

Il paradosso brachicefalo, perché amiamo i cani che soffrono?

08 Giugno 2023