Elena Zannoni, dopo due anni da sindaca di Lugo, qual è la prima cosa a cui ha dovuto rinunciare nella vita privata? E cosa, invece, oggi la fa sorridere ogni volta che entra in municipio? "Ho rinunciato in parte a tempo libero, tenore di vita e anonimato, ma non al mio modo di essere o alla mia libertà. Semmai, l’unico vero cambiamento è che oggi riesco a viaggiare con meno spensieratezza. Mi preoccupa sempre allontanarmi da Lugo. In Rocca mi fa sorridere il fatto che tutti si stupiscano nel vedere la porta del mio ufficio quasi sempre aperta".
Tra un caffè al Pavaglione e una stretta di mano al mercato, qual è la frase o la richiesta più curiosa che le ha fatto un cittadino in questi due anni? "È difficile sceglierne una sola, ma vedere che mi riconoscono soprattutto i bambini e i ragazzi mi fa tanto piacere: hanno un senso delle istituzioni fortissimo e ripongo in loro una fiducia enorme. E poi c’è l’affetto degli anziani: uno di loro mi ha persino invitata al suo compleanno. Ci sono andata!".
Se dovesse spiegare Lugo e le sue priorità a un ragazzo di dieci anni senza usare termini burocratici o ‘politichese’? "Lugo è una città giusta per tutti: non è una grande città, ma ci sono tutte le scuole dal nido all’università, c’è l’ospedale. È un posto in cui bambine e bambini hanno le stesse possibilità. Che tu viva in città o in frazione potrai spostarti in bicicletta e trovare parchi attrezzati e campi sportivi. Ci sono tante opportunità di incontrarsi, di assistere a spettacoli, di fare volontariato. Siate orgogliose della vostra città perché ha superato due alluvioni e sta lavorando per proteggersi. Non ho citato la raccolta differenziata, perché i bambini spesso la insegnano agli adulti".









