Strategia dell’odio, le minacce a Lepore: 20 indagati. Tra gli accusati: negozianti del centro, studenti e residenti fuori regioneBologna, 14 agosto 2026 – Tutte le minacce vengono al pettine. Quelle vomitate con odio sui social dopo gli scontri di piazza seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, ma soprattutto quelle che hanno risalito la china di Internet sino alla mail personale del sindaco Matteo Lepore.
Minacce di morte del tenore: “Ti veniamo a prendere noi. A te e ai tuoi figli”; “Tanto sappiamo dove abiti”, con tanto di indirizzo (vecchio) di Lepore stesso. Minacce per cui il primo cittadino aveva denunciato e per cui nei giorni successivi gli era stata anche assegnata la scorta personale.
Parole al veleno che ora sono costate a venti persone l’iscrizione nel registro degli indagati per minaccia aggravata dal metodo informatico. Venti persone, tante sono state formalmente indagate dalla procura dopo una serrata indagine della polizia di Stato scattata subito dopo la denuncia di Lepore.
A quanto trapela, si tratterebbe di comuni cittadini: bolognesi, per lo più. Studenti, ma anche residenti e negozianti del centro storico rimasti scottati da quegli scontri tanto violenti tra manifestanti e poliziotti.








