Ravenna, 14 agosto 2026 – Il suo camper è ancora lì: un cerino appoggiato per terra, una sciarpa degli ultras del Bologna legata alla scaletta posteriore e i graffiti sulla fiancata. A più di tre settimane dal pestaggio che è costato la vita al 53enne Nicola Musiani, dichiarato morto il 22 luglio, il piazzale di viale Tritone a Pinarella porta ancora i segni di quella notte. A pochi metri dal camper di Musiani ce n’è infatti uno completamente vandalizzato: dei tre finestrini sulla fiancata destra resta solo qualche vetro in frantumi. Si tratta del mezzo del 50enne che quella notte, il 19 luglio, dopo aver tentato di prendere le parti del defunto, si è asserragliato proprio dentro al camper. I giovani hanno tentato di farlo uscire, ma lui non ci è cascato e così loro gli hanno devastato il veicolo scagliando sassi, bottiglie e alcuni pali divelti.

Anche nella memoria dei residenti quella notte ha lasciato il segno indelebile. Tra chi vive a ridosso del piazzale, c’è qualcuno che ha assistito alla devastazione. Un uomo racconta: “Mia figlia intorno alle 4 si era alzata per bere, ha sentito il frastuono e mi ha chiamata terrorizzata: un gruppo di cinque o sei ragazzi stava devastando il camper. Se l’uomo fosse uscito, lo avrebbero preso e avrebbe fatto la stessa fine di Nicola”.