Ravenna, 9 agosto 2026 – Dalle carte è ora emerso un particolare inquietante: l’uomo che abitava nel camper vicino a Musiani, ha rischiato di fare la stessa fine. Secondo le verifiche dei carabinieri, si tratta di un 50enne cesenate cameriere stagionale in un’attività balneare. E l’intervento dei militari del Radiomobile che quella notte ha permesso di ritrovare Musiani ormai agonizzante e rannicchiato sullo pneumatico di un camion, è scattato dalla segnalazione per i pesanti danni patiti dal camper nel quale il 50enne vive: un’azione successiva al pestaggio brutale e che ora cercheremo di dipanare in sequenza temporale.
Alle 23.30 del 18 luglio si verifica il primo litigio tra Musiani e un minorenne del gruppo dei giovani sospettati di averlo selvaggiamente malmenato. Dopo quel battibecco, i ragazzi vanno in una discoteca del posto.
Una escalation di estrema brutalità che viene immortalata dalla dash cam di un camion
All’uscita - sono circa le 4 del 19 luglio - nuova provocazione al 53enne da parte del minorenne; questa volta però a dare man forte al ragazzo ci sono gli amici. Il 53enne si trova in quel momento sul piazzale: assieme a lui c’è pure il cameriere cesenate. Il 50enne all’inizio cerca di prendere le parti del defunto con l’obbiettivo magari di stemperare gli animi. Ma è tutto inutile perché tre dei potenziali aggressori cominciano all’improvviso a menare forte le mani tra calci e pugni. È una escalation di estrema brutalità che viene immortalata dalla dash cam di un camion. Una violenza di gruppo che per gli inquirenti era già stata sperimentata il 19 giugno scorso all’interno di un bar di Meldola: colpi devastanti sferrati per fare male. Musiani allora cerca invano scampo correndo verso la rotonda di via Caduti per la Libertà: ma in breve i ragazzi lo raggiungono e continuano a pestarlo anche quando è ormai a terra. Musiani è stremato, la sua vita in quel momento è al capolinea. Il camper dove viveva Nicola Musiani (Foto Fabrizio Zani)














