Di: Telegiornale - Roberto Cattaneo / Pa.St. Era il 13 agosto del 1996, quando in Belgio fu arrestato Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle. Un pedofilo assassino che aveva agito impunito per anni, anche grazie all’incredibile inadeguatezza delle autorità.Oggi la casa degli orrori di Dutroux non c’è più. Ma ci sono voluti quasi tre decenni per decidere di abbatterla. Al suo posto c’è un memoriale per le vittime dei pedofili. Per non dimenticare.Il memoriale per le vittim dei pedofiliImmagine d'archivio KeystoneIl primo arresto e il rilascioLa storia di Dutroux, o perlomeno le parti che si conoscono, iniziò nel 1989: allora adescò, sequestrò e violentò cinque adolescenti. Lo arrestarono e lo processarono con la moglie Michelle Martin. Lui fu condannato a tredici anni di carcere, lei a cinque.In seguito accadde l’inimmaginabile che costò torture indicibili e poi la vita alle giovani che vennero dopo: Dutroux fu liberato dopo tre anni. Per buona condotta, dissero le autorità. Libertà condizionata. Fu questo il primo di una serie di terribili e incomprensibili errori della giustizia belga.Cominciarono a sparire bambineNel 1995 cominciarono a sparire bambine e ragazzine: due amiche di otto anni, altre due amiche di diciassette e diciannove. Una di dodici, poi una di quattordici. La polizia brancolava nel buio, gli investigatori si ostacolavano a vicenda, i pubblici ministeri sembravano non collegare le sparizioni. Passarono mesi, le famiglie erano straziate. Le ragazze sembravano svanite nel nulla.Due delle vittime di DutrouxImmagine d'archivio KeystoneLa polizia ricevette poi delle segnalazioni. Ma ci mise un anno a trovare Dutroux. Il 13 agosto del 1996 lo arrestarono. E da quel momento il Belgio sprofondò nel raccapriccio.Marc Dutroux al suo arresto nel 1996Immagine d'archivio KeystoneDutroux portò gli inquirenti a casa sua, li accompagnò in cantina dove aveva costruito dei meccanismi complessi per celare dei loculi.Una delle stanze in cui Dutroux teneva prigioniere le sue vittimeImmagine d'archivio KeystoneLe autorità trovarono Sabine e Laetitia, vive. Ma per le altre era tardi. Trovarono cinque corpi nei giardini di altre proprietà del pedofilo. Si chiamavano Julie, Melissa, An, Eefje. C’era anche il corpo di un complice che Dutroux aveva eliminato.Fiori davanti alla casa di una delle vittimeImmagine d'archivio KeystoneTrecentomila persone in piazzaLe fughe di notizie sugli errori e le leggerezze della giustizia belga spinsero in piazza trecentomila persone. Era la “marche blanche” per chiedere profonde riforme del sistema.La marche blanche nel 1996Immagine d'archivio ImagoIl colpo finale alla credibilità delle istituzioni lo diede la fuga del mostro, che riuscì a scappare da palazzo di giustizia. Lo riacciuffarono dopo poche ore, ma in seguito all’accaduto saltarono il ministro della giustizia e quello degli interni.Il processo nel 2004Per il processo si dovette aspettare il 2004. Durò tre mesi. Dutroux fu condannato all’ergastolo, la moglie a trent’anni di carcere, un altro complice a venticinque.Il processo nel 2004Immagine d'archivio KeystoneMa questa storia non avrà mai la parola fine. Il sospetto che Dutroux avesse protezioni dall’alto, che ci fosse una rete di pedofili a proteggerlo non è mai svanito del tutto. La riforma della giustizia e della polizia non ha mai spento la rabbia per le violenze e le morti di trent’anni fa.E come se non bastasse, un paio di anni fa sono state trovate delle immagini pedopornografiche nella cella di Dutroux, che teoricamente vive controllatissimo e in completo isolamento. L’inchiesta per capire come siano arrivate lì è ancora in corso.Cosa è cambiato dopo il caso Dutroux?“Quando penso alla vicenda, mi vengono ancora i brividi”. È con queste parole che al Telegiornale della RSI Myriam Caranzano Maitre* ha ricordato come trent’anni fa aveva vissuto le notizie relative al caso Dutroux. La vicenda, sottolinea, “ha obbligato tutti a guardare in faccia alla realtà, rendendosi conto che gli abusi esistono anche da noi e che sono spesso commessi da persone molto comuni, non da qualche mostro che si potrebbe identificare e neutralizzare”.Ora le cose sono cambiate, anche qui. “Abbiamo imparato tantissimo” assicura Caranzano Maitre. “Abbiamo per esempio imparato che a subire abusi ci sono certamente delle bambine, ma anche dei ragazzi. E abbiamo imparato che i casi sono veramente tantissimi”. Secondo una recente meta-analisi, pubblicata lo scorso aprile e citata dall’esperta in studio, una donna su cinque e un uomo su sei hanno subito abusi sessuali prima dei diciotto anni di età. “È veramente tantissimo”.E Caranzano Maitre continua: “La buona notizia è che abbiamo anche imparato che si può fare prevenzione: ora abbiamo delle strategie che permettono di vedere delle possibilità di migliorare tantissimo la situazione”.Della questione si sta anche occupando la Confederazione, sollecitata con cinque postulati al Consiglio federale. E - come sottolinea ancora Caranzano Maitre - dalla fine del 2016 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) promuove un pacchetto di strategie chiamate ”Inspire”, volte a porre fine alle violenze contro l’infanzia. Cosa è cambiato dopo il caso Dutroux?Telegiornale 13.08.2026, 20:00
Trent’anni dopo l’arresto del pedofilo Dutroux - RSI
Trent'anni fa l'arresto di Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle: storia di errori giudiziari, vittime innocenti e riforme mancate in Belgio. Cosa è cambiato?








