Torna l'allarme su Ceuta. «Ci vediamo il 15 agosto. Siate puntuali» è uno dei tanti messaggi che sta circolando tra gruppi WhatsApp,Telegram e social media per informare di una presunta nuova apertura del valico prevista per il 15 agosto. Così a poche settimane dall’esodo record che ha portato decine di migliaia di migranti verso l’enclave spagnola, si riaccendono le tensioni tra Madrid e Rabat .
La campagna social Da oltre una settimana sui social network circola una voce secondo cui il valico tra la città marocchina di Fnideq e Ceuta potrebbe essere aperto il prossimo 15 agosto, giorno festivo in Spagna. Un’ipotesi che le autorità marocchine stanno cercando di neutralizzare. Come ha scoperto la società spagnola di intelligenza artificiale "Golden Owl", sembra che gli stessi utenti che poche settimane fa hanno innescato l'attraversamento illegale del confine da parte di circa 72.000 marocchini, per lo più giovani, si stiano ora preparando per il nuovo afflusso del 15 agosto. Stanno persino utilizzando gli stessi forum e canali a questo scopo. «I giovani marocchini sono molto ben organizzati e connessi tramite i social network. Nelle regioni rurali e più povere, molti non hanno nemmeno i beni di prima necessità, ma quasi tutti hanno accesso a Internet. Sono facilmente ingannati da notizie false e manipolazioni», spiega la sociologa spagnola María Guevara dell'Università Pablo de Olavide di Siviglia al giornale tedesco Kronen Zeitung.L’ombra dei servizi segreti marocchini Dietro quell’ondata potrebbe però esserci qualcosa di più di una semplice emergenza migratoria. Secondo due ex agenti dei servizi segreti marocchini rifugiati in Occidente, il massiccio afflusso sarebbe stato favorito deliberatamente dall’apparato di sicurezza di Rabat come forma di ritorsione dopo un’inchiesta internazionale sul funzionamento della DGST, l’intelligence marocchina, e sul suo presunto coinvolgimento nelle attività di spionaggio attraverso Pegasus. Secondo questa ricostruzione - come riporta il periodico spagnolo El Confidential - le forze di sicurezza avrebbero ricevuto l’ordine di non intervenire, lasciando migliaia di persone libere di dirigersi verso Ceuta. Una ricostruzione che, al momento, è ancora senza prove definitive e si basa sulle dichiarazioni dei due ex agenti. L’episodio viene comunque inserito in una storia più ampia di crisi diplomatiche in cui Rabat avrebbe già utilizzato la questione migratoria come strumento di pressione. È quanto accaduto anche nel 2021, quando oltre 10mila migranti raggiunsero Ceuta durante una crisi tra Marocco e Spagna legata all’accoglienza in territorio spagnolo del leader del Fronte Polisario Brahim Ghali.Il nodo delle enclave Sullo sfondo rimane poi una questione ancora più antica: la sovranità su Ceuta e Melilla. Il Marocco continua a rivendicare entrambe le enclave, mentre Madrid considera la loro appartenenza alla Spagna fuori discussione. Ceuta è spagnola definitivamente dal 1668, quando il Portogallo la cedette alla Spagna con il Trattato di Lisbona, Melilla lo è invece dal 1497. La risposta spagnola è stata però netta. Da Ceuta, la ministra della Difesa Margarita Robles ha avvertito che quanto accaduto il 30 luglio «non può ripetersi» e ha ribadito che Ceuta e Melilla sono territori spagnoli, anzi «spagnolissimi». «Qualsiasi aggressione contro Ceuta e Melilla è un’aggressione contro la Spagna nel suo insieme», ha dichiarato.










