Fiori bianchi e una messa in suffragio. Anche quest'anno Garlasco ha ricordato così Chiara Poggi nella Chiesa della Beata Vergine Assunta, poco distante dalla villetta di via Pascoli dove la ragazza, all'epoca 26enne, venne uccisa nel 2007. In prima fila mamma Rita e papà Giuseppe; non c'era, invece, il fratello Marco. Un ricordo all'insegna "del silenzio e della preghiera", come la famiglia aveva chiesto nei giorni scorsi.

Nessun riferimento alla nuova indagine sul delitto, che vede indagato Andrea Sempio, e ad Alberto Stasi, il fidanzato della vittima che sta finendo di scontare una condanna in via definitiva a 16 anni ma che presto potrebbe chiedere, attraverso i suoi legali, un processo di revisione. "Non possiamo fare come quelli che nascondono la polvere sotto il tappeto - ha sottolineato nell'omelia il parroco, don Mauro Bertoglio -. La domanda che sorge dalle letture che abbiamo ascoltato, a partire dalla pagina di Vangelo in cui Gesù invita a perdonare sempre, è: come il cristiano affronta il male? Quando il cuore si chiude a Dio, la mente smette di percepire i suoi segnali nella storia". "Quale è l'essenziale della nostra vita? Educarci a relazioni buone - ha spiegato ancora il sacerdote -. Quali sono le nostre cecità quotidiane? Come gli israeliti anche noi rischiamo di vivere nell'illusione che tutto rimarrà sempre uguale, ignorando i segnali di crisi personale, spirituale, relazionale, sociale. Siamo chiamati a essere segni di speranza, coerenza e verità, dimostrando che il Signore è il centro della nostra esistenza. Il Signore ci aiuti a costruire queste relazioni buone".