Nel ventre della USS Abraham Lincoln, colosso a propulsione nucleare della classe Nimitz di base a San Diego, la tensione operativa si è trasformata in una silenziosa crisi umana. Quella che era partita come una missione di routine nell’Indo-Pacifico, nel novembre 2025, si è tramutata in un’odissea interminabile nel Mar Arabico, mettendo a dura prova la tenuta psicofisica di oltre 5.000 marinai e marines. Oggi la nave è al centro di un aspro confronto politico che scuote Washington.
Il primato che pesa sull'equipaggio
La USS Abraham Lincoln ha infranto il primato di permanenza continuativa in mare senza scali. Secondo Stars and Stripes, il 9 luglio l’unità aveva superato i 207 giorni consecutivi di navigazione, oltrepassando anche i record fissati durante la pandemia di COVID-19 e avvicinandosi alla soglia dei sette mesi ininterrotti.
In condizioni standard, la Marina statunitense prevede soste in porto ogni 30 o 45 giorni per rifornimenti, manutenzione e, soprattutto, il recupero psicofisico del personale. Ma con l’inasprimento delle tensioni con l'Iran nel gennaio 2026, l’ordine di schieramento è stato modificato in corsa, lasciando l’equipaggio sospeso in una zona d’incertezza tanto strategica quanto personale.










