ROMA – La migrazione è un processo dinamico, multidimensionale e complesso, Il suo impatto è multiplo e si sviluppa su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, intrecciandosi con le storie e le dinamiche di ogni singolo individuo e della sua famiglia, andando a determinare il percorso di inclusione economica e sociale alla base dell’appartenenza ad una comunità. Si legge questo nell’introduzione dello studio – curato da Daniele Frigeri – sugli effetti positivi che una vera integrazione dei migranti potrebbe avere sulle economie europee, diffuso dal CeSPI, il centro Sudi di Politica Internazionale.

Gli effetti sulla produzione della ricchezza nazionale. Uno studio realizzato dall’Area Studi di Mediobanca ha stimato un impatto di circa 1 punto percentuale sul PIL nazionale a distanza di 5 anni dall’arrivo di un flusso di migranti economici, mentre a livello europeo la stima riguarda i diversi modelli di integrazione: un livello di integrazione medio ha un impatto positivo di 0,64 punti percentuali sul PIL, mentre per un’integrazione piena l’impatto è doppio, +1,31 punti percentuali. Entrambi le stime mettono in evidenza le potenzialità che un processo migratorio ordinato e percorsi di integrazione efficaci possano avere sulle economie dei paesi riceventi.