Che si arrivi dalla val Venosta o da Bolzano si è colpiti dai fondi valle foderati da piantagioni di mele, mentre le colline sono pettinate dalle vigne da cui si ricavano i bianchi Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Gewürztraminer, Riesling e Kerner, e i rossi Lagrein e Schiava. Etichette in rassegna dal 6 al 10 novembre al Merano Wine Festival. Vini che accompagnano i piatti tirolesi - canederli, schlutzkrapfen (ravioli di ricotta ed erba cipollina) o spätzle (gnocchetti di grano con burro fuso e speck): nei menu si alternano a piatti mediterranea più leggeri con verdure e pesce, con abbinamenti arditi quanto golosi. Tra i piaceri della tavola si rischia di dimenticare che tra Tirolo e Merano si trovano le radici della regione storica, oggi divisa tra Italia e Austria, che prese il nome da Castel Tirolo, arroccato su uno sperone di roccia a nord di Merano. La sua prima costruzione fu una chiesa paleocristiana del VI secolo. Il maniero risale all’XI secolo, la torre quadrata al secolo successivo. Fu a metà del Duecento che il conte Mainardo II tra queste mura scrisse la storia del Tirolo con la nascita del Burgraviato con capoluogo Merano, dove fece costruire 400 metri di portici, centro delle attività artigianali e commerciali: basati sul concetto architettonico del barrio gotico con facciata stretta e profondità di 50 metri, a bottega e abitazione seguivano magazzini e stalle. Merano fu per due secoli la capitale del Tirolo, ruolo trasferito nel 1420 a Innsbruck, in posizione strategica a nord delle Alpi, crocevia di vie naturali tra Italia e resto d'Europa. PRIMO GIORNO Lana (12.670 abitanti), pochi minuti di auto a sud di Merano, racconta anche l’altra attrazione dell’Alto Adige. Le cure del corpo della spa dell’Hotel Schwarzschmied, situato nel centro del paese ma in mezzo alle vigne. A Lana si scopre l’arte nei Giardini di Kränzelhof, proprietà della famiglia von Pfeil dal 1300: sposa i 18 vini prodotti (da vigne coltivate tra 300 e 900 metri) a un parco di 2 ettari con un labirinto silvestre di 300 mq, un teatro all’aperto e una mostra di 15 artisti con 40 sculture sul tema Donna. Comprende enoteca e ristorante con piatti tirolesi e mediterranei.
48 ore tra Merano, Lana e Tirolo, alle radici storiche dell’Alto Adige tra spa, vini e peccati di gola
Che si arrivi dalla val Venosta o da Bolzano si è colpiti dai fondi valle foderati da piantagioni di mele, mentre le colline sono pettinate dalle vigne da cui si ricavano i bianchi Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Gewürztraminer, Riesling e Kerner, e i rossi Lagrein e Schiava. Etichette in rassegna dal 6 al 10 novembre al Merano Wine Festival. Vini che accompagnano i piatti tirolesi - canederli, schlutzkrapfen (ravioli di ricotta ed erba cipollina) o spätzle (gnocchetti di grano con burro fuso e speck): nei menu si alternano a piatti mediterranea più leggeri con verdure e pesce, con abbinamenti arditi quanto golosi. Tra i piaceri della tavola si rischia di dimenticare che tra Tirolo e Merano si trovano le radici della regione storica, oggi divisa tra Italia e Austria, che prese il nome da Castel Tirolo, arroccato su uno sperone di roccia a nord di Merano. La sua prima costruzione fu una chiesa paleocristiana del VI secolo. Il maniero risale all’XI secolo, la torre quadrata al secolo successivo. Fu a metà del Duecento che il conte Mainardo II tra queste mura scrisse la storia del Tirolo con la nascita del Burgraviato con capoluogo Merano, dove fece costruire 400 metri di portici, centro delle attività artigianali e commerciali: basati sul concetto architettonico del barrio gotico con facciata stretta e profondità di 50 metri, a bottega e abitazione seguivano magazzini e stalle. Merano fu per due secoli la capitale del Tirolo, ruolo trasferito nel 1420 a Innsbruck, in posizione strategica a nord delle Alpi, crocevia di vie naturali tra Italia e resto d'Europa. PRIMO GIORNO Lana (12.670 abitanti), pochi minuti di auto a sud di Merano, racconta anche l’altra attrazione dell’Alto Adige. Le cure del corpo della spa dell’Hotel Schwarzschmied, situato nel centro del paese ma in mezzo alle vigne. A Lana si scopre l’arte nei Giardini di Kränzelhof, proprietà della famiglia von Pfeil dal 1300: sposa i 18 vini prodotti (da vigne coltivate tra 300 e 900 metri) a un parco di 2 ettari con un labirinto silvestre di 300 mq, un teatro all’aperto e una mostra di 15 artisti con 40 sculture sul tema Donna. Comprende enoteca e ristorante con piatti tirolesi e mediterranei.







