Jean-Marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais, parla della decisione di non autorizzare il soccorso pubblico ai 32 alpinisti: «Se volevano scendere in elicottero, potevano farlo a loro spese»«Il soccorso deve essere destinato alle persone in difficoltà. In quel caso non c'erano le condizioni di emergenza. I 32 alpinisti erano a conoscenza del rischio che stavano correndo. Almeno sostengano i costi dell’elicottero». A dirlo è Jean-Marc Peillex, il sindaco di Saint-Gervais, sul versante francese del Monte Bianco. Proprio sul Couloir du Goûter il 15 luglio 2 alpinisti cechi sono morti dopo essere stati colpiti da una scarica di pietre. Nuovi distacchi si sono ripetuti anche nei giorni successivi, sono stati documentati anche attraverso video diffusi sui social, e portano le autorità ad aggiornare continuamente gli avvisi di pericolo o ordinare la chiusa della via. Non solo. I dati parlano chiaro: nel febbraio scorso la Cour des comptes ha pubblicato un rapporto dedicato proprio al sistema francese, stimando per il 2024 un costo complessivo di quasi 107 milioni di euro e un costo medio di circa 10.780 euro per intervento. «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità delle proprie scelte». Che cosa è successo con i 32 alpinisti?«Mi hanno fatto chiamare dal gestore del rifugio del Goûter, Antoine Ratin e dal suo assistente Mathis Fuchs. Avevano trascorso la notte nel rifugio e che chiedevano che qualcuno venisse a recuperarli gratuitamente con l’elicottero della Protezione civile o della Gendarmeria. Mi sono opposto». Quali disposizioni erano in vigore sul Monte Bianco?«C'è un'ordinanza che impone la chiusura dei rifugi di Tête Rousse e Goûter fino a data da destinarsi. Il periodo di siccità che stiamo attraversando ci ha fatto prendere questa decisione. I diversi episodi di ondata di calore si sono appena tradotti, per l'ascesa dell'Aiguille du Goûter e per l'attraversamento del canalone, in importanti cadute di pietre». Le guide alpine come si erano mosse?«Di fronte a questa situazione, le compagnie delle guide di Saint-Gervais-Les Contamines e di Chamonix hanno già deciso di sospendere le salite previste sul Monte Bianco. Non capisco il senso di ascendere al rifugio. Quindi se volevano scendere in elicottero, lo potevano fare a loro spese. Hanno scalato consapevolmente l’Aiguille du Goûter, sapendo che poi avrebbero dovuto scendere. Se ne dovevano prendere la responsabilità». Qual è stata la decisione finale sull'intervento?«Dopo essermi confrontato con il comandante del Pghm, il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne' ho deciso di non autorizzare un intervento gratuito dei soccorsi pubblici». Come si è conclusa la discesa?«Nella mattinata le condizioni nel canalone del Goûter erano tornate sufficientemente tranquille da consentire la discesa a piedi. Alcuni alpinisti hanno fatto così, mentre altri si sono affidati a un elicottero privato, pagando il volo». Qual è la sua visione sull'uso dell'elisoccorso?«Questo deve essere un caso che riapre il discorso sull'uso dell'elisoccorso per emergenza. La fermezza usata deve aprire una nuova era e fare giurisprudenza. Il soccorso pubblico deve essere riservato esclusivamente alle vere necessità mentre le conseguenze di determinate scelte consapevoli dovrebbero ricadere economicamente su chi le compie».
Il sindaco di Saint-Gervais spiega perché ha negato l'elicottero agli alpinisti bloccati sul Monte Bianco: «Serve per le emergenze. Loro sapevano dei rischi»
Jean-Marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais, parla della decisione di non autorizzare il soccorso pubblico ai 32 alpinisti: «Se volevano scendere in elicottero, potevano farlo a loro spese»










