L’intenzione di Donald Trump di promuovere un cambiamento di regime a Cuba è evidente, ma tutto indica che c’è in atto una strategia diversa rispetto a quelle messe in atto in Venezuela e in Iran. La chiave è nell’erosione del sistema politico cubano dall’interno… L’analisi del Soufan Center
L’amministrazione di Donald Trump è sempre più interessata all’evoluzione politica di Cuba. Come raccontato da Formiche.net, l’interesse del segretario di Stato americano, Marco Rubio, sul destino dei cubani e dell’America latina in generale non è solo politico. La sua è una famiglia di origine cubana, emigrata negli Usa, e sostenere un cambiamento nella quotidianità dell’isola per lui è un affare personale più che geopolitico.
Negli ultimi giorni la Central Intelligence Agency (Cia) ha creato una squadra specifica che si dedicherà a raccogliere informazioni, tracciare i flussi finanziari legati all’élite politica cubana ed esercitare pressioni economiche e politiche, come ha scritto Formiche.net.
Lo sguardo delle autorità americane su Cuba si è intensificato e l’isola è persino considerata una “minaccia per la sicurezza nazionale” degli Usa. Per il regime cubano, l’intenzione di Washington è quella di un intervento diretto, come accaduto in Venezuela e l’Iran. Ma questa volta la strategia potrebbe essere quella di sgretolare e indebolire la dittatura cubana dall’interno.







