HomeFirenzeCronacaLa storia di Voronov: “Due anni di concerti per l'Ucraina, ora in Toscana per Figaro"L'artista è stato scelto per l’Opera Studio 2026 di Spazio Lirica, nell’ambito del Panzano Festival, ideato e diretta da An Roos: appuntamento con Il barbiere di Siviglia il 20 e 22 agostoDmytro VoronovRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 13 agosto 2026 – Viene da Vyshgorod, una cittadina di poco più di 30mila abitanti nell'oblast' di Kiev. Ha 32 anni, si chiama Dmytro Voronov, di professione fa il baritono ed è stato di recente selezionato per il ruolo di Figaro nel Barbiere di Siviglia, l’opera che rappresenterà il fulcro del prossimo PanzanoFestival, in programma a Greve in Chianti, nella Limonaia di Panzano, il 20 e 22 agosto prossimi. L’appuntamento fa parte di “Estate in Armonia nel Chianti”, la rassegna guidata da An Roos tramite l’associazione Spazio Lirica Aps, e supportata dal Comune.
Il progetto si svolge in collaborazione con StudiumFiesolanum come mainpartner. Il primo evento in programma è stato "Armonia@Verrazzano", che il 2, il 9 e il 16 luglio ha portato le grandi melodie della musica classica al Castello di Verrazzano. Poi, appunto, arriva l’ Opera, con un protagonista che la vive come un’occasione - spiega - “per portare in alto il nome del suo popolo”. “Ho studiato fino al 2019 alla Kiev Music Academy - ricorda Dmytro - e la situazione era ancora relativamente serena, visto che c’era il conflitto nel Donbass. Sono potuto partire per andare a proseguire gli studi al conservatorio di Marsiglia, senza problemi. Poi è arrivata questa grande guerra e per me è stata uno choc. Tutta la mia famiglia si trova ancora in Ucraina e ho pensato spesso di tornare. Un amico, anche lui artista, mi ha però convinto che non era arruolandomi che avrei potuto fare la differenza”. Così Dmytro cerca di dare una mano attraverso quello che sa fare meglio: la musica. “Per due anni di fila ho messo in standby la mia carriera per dedicarmi unicamente a concerti di raccolta fondi, in giro per l’Europa. Poi sono andato di persona a dare una mano per caricare i camion in partenza con cibo e medicine. Era il contributo migliore che potessi dare, non ho esperienza militare”. Lo stop alla sua carriera, per quanto gli studi proseguano per sei anni a Marsiglia, gli fa però capire che potrebbe fare qualcosa di ancora diverso.








