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Ultimo aggiornamento: 19:10

La cultura non riesce ad essere tenuta fuori dal dibattito sulla guerra della Russia in Ucraina. Dopo Valery Gergiev stavolta tocca al baritono Ildar Abdrazakov rinunciare a esibirsi in Italia. Ma rispetto al passo indietro fatto dalla Reggia di Caserta nel luglio scorso sul direttore di orchestra amico di Vladimir Putin, alla Fondazione Arena di Verona sono bastati pochi minuti per capire che era il caso di emettere il niet all’artista, definito dalla The Anti-Corruption Foundation (Acf) cerata dal defunto oppositore russo Alexei Navalny, “un altro alleato e propagandista di Putin” nonché “sostenitore pubblico di Vladimir Putin” che “nel 2024 è stato rappresentante di fiducia della campagna presidenziale di Putin e ora dirige il Teatro dell’Opera e del Balletto di Stato di Sebastopoli nella Crimea occupata, in Ucraina”.

Abdrazakov si sarebbe dovuto esibire al Teatro Filarmonico di Verona il 18, 21, 23 e 25 gennaio 2026. Qualche minuto dopo la denuncia della Fondazione Navalny, la nota dell’Arena di Verona che pone subito fine alla possibile querelle: “Illdar Abdrazakov non prenderà parte all’opera ‘Don Giovanni’, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026”. “Vittoria! Nel gennaio 2026, Ildar Abdrazakov, collaboratore e fidato rappresentante di Putin, non si esibirà al teatro italiano Fondazione Arena di Verona: è stato rimosso dal programma, esattamente come avevamo chiesto”, ha esultato la fondazione Navalny su X, “grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la campagna e contribuito a diffondere la notizia”.