Le ricerche sono finite e la strada è stata riaperta. Ma degli ultimi due dispersi dopo il crollo dell’edificio nel rione Pistunina, a Messina, non c’è traccia. O forse sì. La risposta è nel laboratorio dei medici legali, Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, incaricati dalla Procura di Messina di esaminare i corpi delle quattro vittime estratte, e di esaminare anche i resti umani rintracciati tra le macerie dai vigili del fuoco. Due settimane di ricerche a ciclo continuo, e negli ultimi giorni un’estenuante ripetersi di ricerche a vuoto. Man mano che le macerie venivano spostate in un’area di stoccaggio, liberando l’area del crollo, si faceva strada l’ipotesi che gli ultimi due dispersi non sarebbero stati mai trovati.
Il giorno stesso del crollo, d’altronde, quando una colonna di fumo ha invaso tutto il quartiere, le operazioni di soccorso erano state complicate da un “incendio covante”, come lo aveva definito il capo dei vigili del fuoco, Michele Burgio. Un incendio che potrebbe avere raggiunto Santino Magazzù o Lhairu Warnakulasurya, sono loro gli ultimi due dati per dispersi nel crollo e mai rintracciati. Un’attesa estenuante per i familiari che ora dovranno appendersi all’esito delle analisi prima dei medici legali e poi del Ris. La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha impresso la massima urgenza, ma ci vorranno i tempi tecnici da laboratorio. I due medici legali dopo avere accertato che i resti non sono delle quattro vittime recuperate, dovranno adesso andare più a fondo ed estrarre il Dna, che consegneranno la prossima settimana agli uomini del Ris di Messina. Saranno questi ultimi a dover reperire il Dna dai familiari per un confronto e così determinare l’identità. Due dei quattro corpi delle vittime presentavano segni da ustione, e anche i resti sotto esame dei medici legali presentano segni di ustione e carbonizzazione, quest’ultima si spera non troppo estesa, perché potrebbe rendere nulle le analisi.











